Gli strumenti di contrasto al terrorismo: tra prevenzione e repressione

Di Miriam Ferrara -

This work takes into consideration the main detective instruments about fighting terrorism.

This last, especially the one originating from Islam, appears nowadays as a global, violent and even boundless phenomenon.

In the last years, Isis has unfortunately demonstrated its own power bound to terryfing European countries, through the presence and the action of his members living in the EU.

For this reason the amendments, which have been consequently duly modified, will be shown from a procedural point of view.

The so-called “antiterrorism package”, adopted after the Paris attacks on January 7th 2015, represents therefore the Italian necessary awarness to contrast by different measures this new terroristic phenomenon.

A perspective of a real prevention is closely related to the need for studying, investigating and implementing the “law instruments”, having always in mind two main points: on one hand, the balance game between safety and freedom, on the other one, the necessary share of information.

It will be possible to face an asymmetric war only if there is a coordination among the several international policies and intelligence forces.

Il presente lavoro analizza i principali strumenti investigativi in materia di contrasto al terrorismo. Quest’ultimo, ed in particolare quello di matrice islamica, si presenta oggi come un fenomeno globale, violento e senza confini.

Negli ultimi anni, infatti, l’Isis ha dimostrato la propria capacità di terrorizzare gli Stati Europei attraverso la presenza e l’azione di soggetti affiliati presenti nel territorio dell’Unione; per tale motivo saranno esposte le modifiche conseguentemente apportate da un punto di vista procedurale.

Il c.d. “pacchetto antiterrorismo”, adottato a seguito degli attentati di Parigi del 7 gennaio 2015, rappresenta quindi la necessaria consapevolezza del legislatore italiano dell’esigenza di contrastare questa nuova manifestazione di terrorismo con strumenti diversi.

In un’ottica di prevenzione del fenomeno, appare pertanto necessario studiare, approfondire ed applicare le “armi normative” tenendo sempre a mente due punti cardini: da un lato il sottile gioco di equilibrio tra sicurezza e libertà, dall’altro la necessaria condivisione delle informazioni. Una guerra asimmetrica può essere affrontata solo garantendo un coordinamento tra le varie forze di polizia e strutture di intelligence, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale.