Il mandato di arresto europeo nell’ordinamento italiano, il superamento del sistema estradizionale conformemente ai diritti fondamentali

Di Stefano Maranella e Maria Stefania Cataleta -

It is following to the 2001 Nice Treaty that, in name of the mutual recognition of the judicial decisions in criminal subject, the order of European arrest is introduced, what new system simplified of delivery of individuals, investigated or already convicted, among the different judicial authorities.

The approximation of the European juridical systems in criminal matters foresees, therefore, a simplified and swifter procedure of delivery of researced people, delivery at first submitted to the traditional institute of the extradition, follows to the 1957 extradition European Convention, and today to the most effective order of European arrest, that has aroused a vivacious debate in theme of respect of the guarantees of the defense and conformity to the Italian Constitution.

It is in the Italian system that the Supreme Court’s interpretation of the order of European arrest is addressed to realize the goal typical of such an instrument, that is the overcoming of the extraditional procedure. Moreover, even if it keeps safe garantees, the Court changes its previous interpretation.

È nel quadro del Trattato di Nizza del 2001 che, in nome del reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie in materia penale, viene introdotta la legge quadro istitutiva del mandato d’arresto europeo, quale nuovo sistema semplificato di consegna di individui, indagati o già condannati, tra le diverse autorità giudiziarie.

Il ravvicinamento degli ordinamenti giuridici europei in ambito penale prevede, dunque, una procedura semplificata e più celere di consegna delle persone ricercate, consegna dapprima affidata al tradizionale istituto dell’estradizione, seguito alla Convenzione europea di estradizione del 1957, ed oggi al più efficace mandato di arresto europeo, che ha suscitato un vivace dibattito in tema di rispetto delle garanzie della difesa e di conformità alla Costituzione italiana. Proprio nell’ordinamento italiano, l’orientamento della Suprema Corte in tema di mandato d’arresto europeo è volto a realizzare l’obiettivo di tale strumento, vale a dire il superamento della procedura estradizionale. Tuttavia, pur mantenendo lo stesso obiettivo garantista, la Corte giunge a ribaltare il proprio iniziale orientamento.