Nella vicenda di “Mafia Capitale” non sono rinvenibili i segni della coercizione esercitata da una consorteria mafiosa, nazionale o transnazionale. Nota alla sentenza n. 18125/2020 emessa dalla sesta Sezione della Corte di Cassazione

Di Alì Abukar Hayo -

Organised mafia-type crime has taken on an international dimension, for both its cooperation in the same “production cycle” of criminal organisations of various nationalities and the emergence of new mafias in hitherto immune countries. However, the need to apply to this new situation the provisions of article 416-bis of the Italian criminal code, introduced in connection with the traditional mafia organisations, cannot justify exceeding the principles of legality. The above captioned ruling is particularly significant in this respect, declaring that there can be no mafia association based on two legal principles: a) the impersonal nature of the intimidation exercised; b) incompatibility with the corruption “system”. The Author comments favourably on the ruling, also in relation to a “secondary” obiter dictum, which connects factual and evaluative elements of the offence.

Il fenomeno mafioso ha assunto dimensioni internazionali, sia per la cooperazione nel medesimo “ciclo produttivo” di consorterie criminali di diversa nazionalità, sia per l’emersione di nuove mafie in aree territoriali tradizionalmente immuni. Tuttavia, l’esigenza di applicare alla nuova realtà la norma di cui all’art. 416-bis c.p., pensata in riferimento alle mafie tradizionali, non può giustificare il superamento dei limiti della legalità. Sotto questo profilo è particolarmente significativa la sentenza in commento, la quale dichiara insussistente il vincolo associativo mafioso, sulla base di due principi di diritto: a) l’impersonalità della forza intimidatrice esercitata; b) l’incompatibilità col “sistema” corruttivo. L’Autore commenta favorevolmente la pronuncia giudiziale, anche in relazione a un “secondario” obiter dictum che connette elementi fattuali e valutativi del reato.