Programma europeo per il contrasto alla criminalità organizzata in America Latina

Di Giorgio Malfatti di Montetretto -

La Commissione Europea ha finanziato, nei mesi scorsi, un ambizioso programma di assistenza tecnica ai paesi latino americani per la lotta alla criminalità transazionale organizzata. L’iniziativa europea, denominata EL PAcCTO (Programma di Assistenza contro il Crimine Transnazionale Organizzato, per lo stato di diritto e la sicurezza cittadina), è implementata da un consorzio formato da agenzie di Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

Il programma nasce con l’obiettivo di contrastare il crimine transnazionale organizzato e di rafforzare lo stato di diritto e la sicurezza cittadina in diciotto Paesi dell’America Latina (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Salvador, Uruguay, Venezuela).

Il progetto, che risponde ad un’esigenza espressa dai paesi latinoamericani nel corso della riunione dei Capi di Stato UE-CELAC del giugno 2015, parte dalla consapevolezza che, in un mondo globalizzato, nessun paese è immune agli effetti del crimine organizzato. Il capitolo 10 del piano di azione sulla Sicurezza Cittadina, adottato dalla stessa riunione, accolse quella richiesta e ne fece un impegno condiviso. Dopo questo incontro hanno avuto luogo diverse riunioni per definirlo e due a livello multilaterale: a Panama City nel febbraio 2016 e a Città del Messico nel gennaio 2017. In queste occasioni il programma ha avuto una definizione nei contenuti e una modalità di esecuzione.

La delinquenza è un fenomeno antico, quella transnazionale organizzata moderno. Una criminalità senza frontiere, che rappresenta una minaccia per le istituzioni democratiche dei paesi e per lo stesso sviluppo economico di essi. Per contrastarla, serve un severo impegno politico dei governi ed una stretta collaborazione internazionale. Il concetto nuovo, emerso in sede internazionale, è che non può esservi un regolare sviluppo economico finché esista un tipo di criminalità cosi organizzata.

Le organizzazioni criminali transnazionali, infatti, operano più facilmente in realtà che non hanno sviluppato efficaci strumenti giuridici di contrasto. Ciò comporta che, qualunque stato privo di tali strumenti e sistemi di controllo e prevenzione, può causare indirettamente rischi di infiltrazione per gli altri. Pertanto, i governi hanno la responsabilità di lavorare in collaborazione, tanto a livello europeo come internazionale, per affrontare la minaccia globale del crimine organizzato.

EL PAcCTO è un programma innovativo sia nel contenuto sia nella forma di gestione. La complessità dei contenuti risponde alla natura del programma. La finalità è contribuire a rafforzare lo stato di diritto e la sicurezza cittadina in America latina. Il rafforzamento della sicurezza del cittadino nel rispetto dei diritti umani è un delicato tema politico. Si tratta di utilizzare norme e strumenti che non ledano le libertà individuali e democratiche. In questo, le esperienze di paesi europei che hanno saputo combattere forme di antica criminalità organizzata come la mafia o il terrorismo interno e internazionale, senza ricorrere a leggi coercitive, sono fondamentali.

Il programma agisce sulla cooperazione nei tre principali pilastri sui cui poggia l’intera catena penale (il sistema di polizia, della giustizia e del penitenziario) e su quattro attività trasversali (corruzione, riciclaggio, cybercrime e politiche di genere). La struttura amministrativa è ugualmente complessa e prevede una co direzione franco spagnola con la sede centrale a Madrid.  È la prima volta che la Commissione Europea ricorre a questa formula contrattuale tanto complessa. Ciascuno dei tre pilastri sarà coordinato e gestito da uno dei Paesi attuatori: quello della Polizia dalla Francia; della Giustizia dalla Spagna e del Penitenziario dall’Italia.

Scenario di riferimento del programma, che ha avuto inizio lo scorso 15 giugno ed avrà una durata di cinque anni, è l’intero continente latinoamericano, mentre l’assistenza tecnica si sviluppa a partire dalle “best practices” di tutta l’Unione Europea. Obiettivi dell’azione tecnica di cooperazione sono il miglioramento degli strumenti legali finalizzati alla lotta al crimine organizzato e il rafforzamento delle reti latinoamericane, per un’azione intercontinentale efficace. Valorizzare le realtà migliori esistenti sul posto – tanto a livello normativo come organizzativo e pratico – costituisce un’ulteriore azione strategica proposta dal Programma. Elementi centrali del metodo d’azione proposto sono la “comproprietà”, l’approccio “su misura” e la valorizzazione delle realtà e delle buone pratiche esistenti. In base a questo principio tutte le azioni (analisi, sviluppo, monitoraggio) si realizzano in collaborazione costante con i soci latinoamericani. L’approccio “su misura” parte dalla consapevolezza che le iniziative destinate ai diversi paesi devono fondarsi su un’analisi dettagliata e personalizzata dei bisogni dei singoli paesi, talvolta molto diversi per storia e contesto economico-sociale. EL PAcCTO ha, come obiettivo specifico, la promozione e protezione dei diritti umani, un settore nel quale promuovere strumenti legali finalizzati a uno sviluppo sostenibile.

Ente capofila attuatore del programma per l’Italia è l’Organizzazione Internazionale Italo Latina Americana (IILA), con sede a Roma, che si avvale di esperti indicati dal Ministero degli Esteri e dal Ministero della Giustizia. Essere stati richiesti dall’Unione Europea dall’Unione Europea di liderare le attività inerenti alla cooperazione nel settore penitenziario rappresenta per noi un significativo riconoscimento a livello internazionale. Le riforme attuate dall’Italia nel miglioramento delle strutture carcerarie e delle condizioni dei detenuti sono state ritenute esempi da seguire.

La partecipazione italiana a EL PAcCTO rappresenta un’evoluzione su larga scala dell’esperienza maturata nella cosiddetta diplomazia giuridica sviluppata tramite   progetti finanziati con il decreto missioni dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che si sono distinti per il raggiungimento di risultati lusinghieri, riconosciuti a livello globale. In particolare con riferimento alla metodologia impiegata nell’assistenza tecnica, fondata su quattro pilastri di azione riguardanti la formazione (capacity building), gli aspetti organizzativi (istitutional building), l’applicazione della legge (law enforcement) e, sul piano normativo, la diffusione dei valori alla base delle iniziative proposte (consensus building). Il foro multilaterale globale con maggiori competenze in materia di lotta alla criminalità internazionale, l’Anti Corruption Working Group del G20, infatti, nel proprio implementation plan per il biennio in corso, su indicazione del nostro paese, ha voluto richiamare la metodologia sopra illustrata.

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