Riflessioni sulla corruzione e sugli indici di percezione del fenomeno in Italia ed in altri Paesi

Di Armando D’alterio -

The last Corruption perception index by Transparency international places Italy in n. 60 position, among 176 Countries in the world.

The author, who has a very long resume as prosecutor and is now general prosecutor in Potenza, points out that the index does not aim to reflect the real spectrum of corruption, nor to measure the efforts to contrast the phenomenon. In his view, n 60 position seems to reflect more the scarce statistics of corruption cases finally sentenced and the consciousness of ancient weaknesses of the legal system, than the real entity of the criminal phenomenon, also in comparison with its diffusion in those countries that are rewarded by a best rank in Transparency International classification.

The report then makes the example of investigations in countries covering respectively n. 19 e n. 41 positions in Transparency index, concerning cases of huge and serious corruption, which are rarely found in the Italian national experience.

Furthermore, quoting positive reforms of the Italian system (as the reform of statutory limitations, the setting up of Anac – the national anti-corruption agency, finally structured in 2014 – the implementation of U.E. Directives on seizure and confiscation of proceeds of crime (legislative decrees n. 35/ 2016 and n. 137/2015) the implementation of U.E. directives concerning investigating joint teams (legislative decree n. 34/2016) and the introduction in criminal proceedings concerning corruption and similar offences, of the mitigating circumstance pertaining to the collaboration by the defendant (art. 323 bis co. 2 c.p., introduced by art. 1 of statute n. 69/2015) he finally wishes for the introduction in the Italian legal system of the possibility to contrast corruption with under-cover activities of police officers, an investigative tool already allowed by art. 9 of n. 146/2006 statute also for offences which, according to the Italian penal code, are punished by penalties less heavy than those provided for corruption offences.

L’ultimo indice di percezione della corruzione elaborato da Transparency international colloca l’Italia nella posizione n. 60, fra 176 Paesi nel mondo.

L’autore, a lungo pubblico ministero, ora procuratore generale in Potenza, evidenzia che l’indice non riflette la reale entità della corruzione, né misura gli sforzi del Paese nel contrasto del fenomeno. In tale prospettiva, la posizione attribuita all’Italia sembra riflettere maggiormente le scarse statistiche dei procedimenti penali concernenti la corruzione che giungono a sentenza di condanna che la reale entità del fenomeno criminale, anche a confronto con la diffusione dello stesso in Paesi che fruiscono di un indice migliore, secondo Trasparency international. A tale proposito viene fatto l’esempio di indagini condotte in Paesi che ricoprono posizioni ampiamente migliori nell’ambito della classifica, concernenti tuttavia casi di estesa e grave corruzione, che possono raramente ritrovarsi nella esperienza italiana.

Inoltre, citando positive riforme del sistema italiano (la riforma della prescrizione, il definitivo consolidamento, fra il 2012 ed il 2014, dell’ANAC come Agenzia nazionale anticorruzione, l’attuazione di direttive europee concernenti il sequestro e la confisca dei profitti del reato e l’attenuante prevista dall’art. 323 bis co. 2 c.p., riconosciuta al responsabile di reati contro la pubblica amministrazione che fornisca collaborazione) l’autore auspica infine l’introduzione nel sistema italiano della possibilità di utilizzare per il contrasto della corruzione l’attività degli agenti sotto copertura, già consentita per reati di minore gravità rispetto al fenomeno in argomento.