Scambio politico-mafioso: la norma vigente resa ancor più stringente

Di Marilisa De Nigris -

L’art. 416 ter c.p. rubricato “scambio elettorale politico-mafioso”, è stato recentemente oggetto di ulteriori modifiche.

In data 07 marzo 2019 la Camera dei Deputati, ha approvato, previe alcune modifiche, la proposta di legge A.C. 1302- già oggetto di approvazione da parte del Senato della Repubblica in data 24 ottobre 2018.

Alla luce di quanto predisposto viene punita con la reclusione da 10 a 15 anni l’accettazione, diretta o a mezzo intermediari, della promessa del sostegno elettorale in cambio di denaro, di qualunque altra utilità o delle disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze delle associazioni criminali.

I voti devono essere procurati:

–   da soggetti appartenenti ad associazioni mafiose;

–   avvalendosi del metodo mafioso.

Essenzialmente, i punti salienti in cui si identifica la riforma promossa sono così riassumibili:

Durante il passaggio alla Camera il DDL è stato modificato rispetto al testo presentato inizialmente, depennando, in particolare, la discussa dicitura “a lui nota” riferita al politico che accetta il patto con l’associazione mafiosa. Riferimento che, sia secondo studiosi del diritto, sia secondo esponenti di schieramenti politici, avrebbe ingenerato non poche criticità in quanto si sarebbe dovuto dimostrare in un eventuale giudizio che ad accettare la promessa sarebbe stato un soggetto consapevole di trattare con un appartenente a un gruppo mafioso.

Il DDL lascia, poi, al giudice il compito di stabilire quando l’interlocutore del politico possa definirsi “appartenente all’associazione mafiosa”.

Viene ampliato ulteriormente l’oggetto della controprestazione di chi ottiene la promessa di voti, contemplando non solo, esplicitamente, il denaro e ogni altra utilità, ma anche “la disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze della associazione mafiosa”.

Viene prevista, poi, l’aggravante di un evento: qualora un soggetto che concluda l’accordo con il mafioso venga eletto, la pena prevista per lo scambio elettorale politico mafioso è aumentata della metà, ed ancora è prevista, in caso di condanna, l’irrogazione della pena accessoria della interdizione perpetua dai pubblici uffici.

La nuova norma che passa alla Camera, dunque, inasprisce le pene, ma rende palesemente ancora più stringente la normativa già in vigore.

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