Le misure restrittive dell’Unione europea tra azione esterna ed enforcement penale
As an essential instrument of the European Union’s Common Foreign and Security Policy (CFSP), restrictive measures (or “sanctions”) constitute one of the principal tools of the Union’s external action. They are employed within an integrated and comprehensive framework to safeguard the Union’s values, fundamental interests and security, to prevent conflicts, and to strengthen international security. Such measures are designed to induce a change in policy or behaviour on the part of the targeted persons or entities, with a view to achieving the objectives of the CFSP. This article analyses the evolution of the European Union’s restrictive measures from instruments of foreign policy to objects of progressive harmonisation in criminal law terms. After reconstruct-ing the relevant legal framework, the study examines Directive (EU) 2024/1226 and its transposition into the Italian legal order through Legislative Decree No. 211 of 30 December 2025, highlighting the strengthening of the effectiveness of the enforcement system of restrictive measures and the growing role of criminal law in the protection of the European Union’s strategic interests.
Strumento essenziale della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, le misure restrittive (o «sanzioni») costituiscono uno degli strumenti principali dell’azione esterna dell’Unione, impiegati in un’ottica integrata e globale per la tutela dei valori, degli interessi fondamentali e della sicurezza dell’Unione, la pre-venzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale. Tali misure sono finalizzate a indurre un mutamento di politica o di comportamento nei soggetti destinatari, al fine di perseguire gli obiettivi della PESC. Il contributo analizza l’evoluzione delle misure restrittive dell’Unione europea da strumenti di politica estera a oggetto di progressiva armonizzazione in senso penale. Dopo averne ricostruito il quadro giuridico di riferimento, lo studio esamina la Direttiva (UE) 2024/1226 e il relativo recepimento nell’ordinamento italiano ad opera del decreto legislativo 30 dicembre 2025, n. 211, evidenziando il rafforzamento dell’effettività del sistema di enforcement delle misure restrittive e il crescente ruolo del diritto penale nella tutela degli interessi strategici dell’Unione europea.
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